mercoledì 18 luglio 2012

Before's too late

(da quando l'Alastor Distribuzione, editrice del MEGA, la rivista sulla quale vengono pubblicati gli articoli che trovate in questo blog, è diventata anche editore pubblicando i titoli della DC sotto l'etichetta RW-Lion, è diventato sempre più difficile parlare liberamente del mercato americano e della qualità degli albi pubblicati negli USA. Le commistioni tra editori e distributori sono tante e tali che sempre più paletti vengono messi a questi articoli nei quali, a quanto mi dice la redazione, non è possibile parlare degli albi DC se non in maniera positiva. L'articolo che segue pertanto è stato rifiutato dalla redazione di MEGA in quanto delle serie Before Watchmen pare si possa dire solo bene.
Vi sembra possibile????)

 

Questo mese dopo aver letto i primi albi delle serie di Before Watchmen, le miniserie targate DC che riportano in scena i protagonisti dell’opera di Alan Moore e Dave Gibbons, posso tranquillamente affermare che sono tanto ben curati quanto inutili.
Devo ammettere che da quel che si è visto fino a questo punto è chiaro che molti dei talenti coinvolti nella parte grafica del progetto stanno producendo alcune delle tavole migliori della loro carriera; non potrei affermare lo stesso per quanto  riguarda i testi invece, tutti gli autori sembrano talvolta imbarazzati come uno che sta frequentando di nascosto la ragazza del suo migliore amico. Quello che balza agli occhi è che l’approccio di Darwin Cooke è più nostalgico forse, più teso ad esplorare la tavolozza narrativa messa a disposizione dall’opera originale, approfondendo realmente il passato di un universo che già di per se funziona perfettamente come un orologio svizzero. Azzarello e Strakzynski invece mi sembrano più tesi ad infilarsi nei sottintesi e nei non detti della storia originale per creare il loro scenario.
Insomma come volevasi dimostrare non è altro che un enorme omaggio alla serie originale anche se credo che qualcuno storcerà la bocca nel vedere il Comico essere pappa e ciccia con i fratelli Kennedy. Il livello è medio /alto  e mi sembra scongiurato il pericolo di trovarci davanti ad un nuovo “Immagina Stan Lee che crea il DC Universe”, l’orripilante serie di one shot di alcuni anni fa che si ritagliarono un posto d’onore nel pantheon delle cagate meglio disegnate della storia dei comics.
L’unico problema a mio avviso è che tutte queste mini brillano per la loro inutilità; se ognuno dei nomi coinvolti fosse stato messo all’opera per ampliare le potenzialità del reboot New52o meglio ancora su progetti personali  ne avremmo giovato tutti.  Nel frattempo però ancora sulla rete impazza l’altra faccia della medaglia Before Watchmen ovvero la querelle con il creatore della mini originale, Alan Moore, che continua a non risparmiare frecciate alla casa editrice in merito al contratto originale della serie. Se da un lato le fumetterie dell’area di Northampton, città natale di Moore, annunciano di boicottare il progetto non ordinando nemmeno un copia delle miniserie dall’altro lato dell’oceano cominciano a sentirsi anche le prime voci fuori dal coro a proposito della situazione degli autori che lavorano con le major del fumetto. Il primo a sbattere la porta è stato il romanziere Chris Roberson autore di iZombie per la Vertigo che ha interrotto la sua collaborazione con la casa editrice per il modo in cui tratta i suoi autori e gli eredi dei suoi autori passati, inoltre cominciano a essere noti anche i nomi di chi a declinato l’offerta della DC di partecipare al progetto come il regista Kevin Smith che ha semplicemente risposto di non poter partecipare perché non è Alan Moore.
Anche Ed Brubaker, del quale la DC si prepara a raccogliere in volume lo splendido Sleeper e che ha recentemente annunciato l’intenzione di abbandonare la serie di Capitan America concludendo forse la migliore run di sempre del personaggio, durante una recente intervista alla domanda cosa ne pensasse del progetto di Before Watchmen ha dichiarato la sua avversione ricordando come all’uscita della mini nel 1986 la DC sbandierasse ai quattro venti il suo contratto “creator friendly” che restituiva i diritti agli autori dopo solo un anno di mancata ristampa sbeffeggiando la Marvel che in quel periodo stava litigando con Jack Kirby mentre in realtà solo la serietà di Paul Levitz aveva impedito che Watchmen fosse spremuto come un limone già dalla fine degli anni ’80. Non proprio parole amichevoli insomma.
La verità è forse che da quando la DC è stata maggiormente inserita nelle divisioni del gruppo Warner Bros le cose sono improvvisamente cambiate e la parola d’ordine adesso è “massimizzare i profitti”. Già da tempo si fanno sempre più insistenti le voci che le major non hanno più intenzione di lasciare agli autori una fetta così grande dei profitti delle serie considerate creator owned come quelle Vertigo e già da un po’ si vede una certa migrazione verso i lidi di editori come l’Image che dopo il successo di Walking Dead si propone sempre di più come il paladino dei diritti degli autori.
Pare che le cose stiano per cambiare nel mercato americano e forse una maggiore consapevolezza degli autori potrebbe giovare a tutti gli amanti del fumetto americano. 
  

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